Sentenza del 27/5/2019: non sono necessarie formule sacramentali nel certificato medico telematico per ottenere l'indennità di accompagnamento.
Importante novità sulle «spunte» del certificato medico telematico
Con riferimento all'indennità di accompagnamento, in data 27/5/2019 è stata pubblicata un'importante e molto attesa sentenza della Corte di Cassazione. La Corte si è finalmente pronunciata in materia di spunte del certificato medico telematico.
L'annosa questione riguardava la necessità o meno, da parte del medico certificatore, di inserire all'interno del certificato medico telematico delle «spunte» o «flag». Queste spunte venivano inserite al fine di concedere alla commissione medica esaminatrice la possibilità di riconoscere il diritto all'indennità di accompagnamento.
Le spunte riguardavano nello specifico i due criteri — da addizionare al 100% di invalidità civile, stabiliti dal legislatore per la concessione della prestazione di cui alla legge 18/1980 — ossia: 1) impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore; 2) impossibilità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.
Non è necessaria la formalistica compilazione dei moduli predisposti dall'INPS o l'uso di formule sacramentali al fine di integrare il requisito della necessaria presentazione della domanda, essendo sufficiente che la domanda consenta di individuare la prestazione richiesta affinché la procedura anche amministrativa si svolga regolarmente.
Una pronuncia decisiva: come da tempo sostenevamo noi e i difensori dei disabili, la sostanza prevale sulla forma. Una vittoria pratica per chiunque debba far valere il proprio diritto.